Geologia di un pendio vallivo / balconata del Ru Chandianaz e giro del castello di Cly

Argomento: Chambave, Saint-Denis (Valle d’Aosta). Un versante alpino fra morene, paleofrane, antiche sorgenti minerali e sedimenti sotto l’oceano giurassico.

Itinerari geologici - Escursione verificata a maggio 2005.

Attenzione: Nel 2011 ci sono stati due incendi nella zona interessata da questo percorso, a seguito dei quali non abbiamo ancora effettuato delle ricognizioni.

Località: Comuni di Châtillon e Saint-Denis (Valle d’Aosta).

Accesso: Strada Regionale della Valtournenche per Breuil-Cervinia, tra le località Sax-de-Vau e Champlong; parcheggio verso i vecchi forni. Palina segnaletica gialla indica il canale.

Dislivello: un centinaio di metri.

Lunghezza del circuito: circa 13 km.

Durata: tre-quattro ore al netto delle soste.

Tracciato: largo sentiero in piano, poi anche qualche tratto di carrareccia.

Periodo consigliato: dall’autunno alla primavera.

Documentazione: Gerbore E.E. – Il Castello di Cly – Musumeci, Aosta 2004. AaVvChambave l’ambiente e la storia – Comune di Chambave (Aosta) 2005.

Carte: Comunità Montana del Cervino – Carta n° 3 Fondovalle

Classica passeggiata per bambini svegli, per pensionati in gamba, o anche solo per portare a spasso il cane. Come da un lungo balcone al piano rialzato, si sovrasta il fondovalle a poca distanza, si colgono i dettagli del fiume, delle colture, delle infrastrutture, si distinguono i vecchi nuclei dalle nuove zone di urbanizzazione, si vede che cosa ha piantato il vicino nell’orto. Dirimpetto si stende il gran versante boscoso dell’envers coronato dalle cime innevate. L’ambiente attraversato, perlopiù boscato o incolto (foto 1), è piuttosto ricco e vario.

Foto 1 - Affioramento di marmo a silicati lungo il percorso

 Il primo tratto, all’interno della Valtournenche e nell’affaccio alla grande valle, è dominato dalle morfologie glaciali relitte (foto 2).

Foto 2 - Piccola sezione di accumuli glaciali pleistocenici

L’antico ghiacciaio della Valtournenche aveva qui la sua fronte tormentata, di cui è evidente l’accumulo polifasico. Riconoscere varie pulsazioni e vari stili di deposito è un esercizio a cui si è attirati dalla qualità degli affioramenti e delle sezioni, a tratti spettacolari per verticalità. Enormi massi qua e là illustrano il substrato che affiora più a monte (metabasalti del Combin), a maggio fioriti tutt’attorno di rosse aquilegie (Aquilegia vulgaris, foto 3).

Foto 3 - Fioritura di aquilegie nel primo tratto

Il secondo tratto taglia una potente falda detritica, luogo d’elezione del bosco a roverella. Il sottobosco ospita in maggio almeno due caratteristiche orchidee parassite, senza foglie né clorofilla: la Neottia nidus-avis ed il Limodorum abortivum (foto 4 e 5). Poco sopra il tracciato sorge la panoramica cava di “marmo verde” di Blavesse, ma il bel sentiero che vi porta è ben mascherato dai cespugli.

Foto 4 - Orchidea parassita e incolore sul bordo del sentiero
Foto 5 - Vistosa orchidea violacea nel bosco e sul sentiero

In seguito il tracciato passa in roccia affiorante e taglia la nicchia di distacco dell’antica frana della Barma (foto 6). Qualche rassicurante passerella in legno agevola la traversata. Le metabasiti del Combin affiorano con tracce di mineralizzazioni idrotermali, un po’ rugginose. Si tratta infatti di antiche colate di lava basaltica espansa sul fondo dell’oceano giurassico (la Tetide), attraversate da fessure in cui circolava acqua calda, carica di solfuri disciolti in profondità. Al contatto con l’acqua fredda del fondo oceanico i solfuri precipitavano creando una lente mineralizzata tutt’intorno ad una “fontana” pullulante di strani organismi ciechi nel buio degli abissi. Tutte le miniere di rame della Valle d’Aosta si sono formate in questo modo.

Foto 6 - La linea retta a mezza costa segna il percorso del canale

Altri affioramenti di roccia in posto consentono di osservare alcune bancate di marmi a silicati, con piccole cavità di dissoluzione e altre forme di erosione chimica. I marmi a silicati derivano da originari sedimenti calcarei sul fondo dell’oceano giurassico alpino. Assai interessanti alcune deformazioni al limite duttile/fragile della massa rocciosa con ricristallizzazioni silicee alla sutura (foto 7).

Foto 7 - Metabasalto del Combin: minerali ricristallizzati nella faglia

Tenendosi sempre a destra (cioè verso monte), il sentiero risale fino a girare, su strada asfaltata, attorno al suggestivo castello di Cly (foto 8), attualmente in stato di “rudere restaurato”. Scendendo poi al villaggio di Orsières, fra cespi di odoroso timo si ritrova il canale per il ritorno.

Foto 8 - Il castello di Cly dopo una nevicata

Aggiornamento 2011. Attenzione: a causa di due incendi che hanno investito parte del percorso nel 2005 e nel 2006, alcuni tratti della copertura del canale sono bruciati o sono stati asportati. In attesa che sia completata la ricostruzione, il percorso presenta alcuni tratti esposti, pericolosi per i bambini se non strettamente osservati.

Nel 2011 ci sono stati due ulteriori incendi a seguito dei quali non abbiamo ancora effettuato delle ricognizioni.

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