Il Parco Nazionale del Gran Paradiso e le altre aree protette

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Parchi e Riserve naturali della Valle d'Aosta

Ben il 13% del territorio della Valle d'Aosta (425 kmq su 3.263) è costituito da aree protette.

Aquila reale. Foto di Maurizio BroglioOltre la metà del Parco Nazionale del Gran Paradiso si estende fra le valli valdostane attorno al massiccio del Gran Paradiso: Cogne, Valsavarenche e Rhêmes. Il Parco del Gran Paradiso, istituito nel 1922, é il più antico d'Italia e festeggia quest'anno i suoi primi 90 anni. Ha un'estensione di circa 70.000 ettari e ospita attualmente circa 2.600 stambecchi, quasi 10.000 camosci e una ventina di coppie di aquile reali. Dal 2005 è confermata la presenza del lupo e quella - almeno occasionale -  della lince. I diversi ambienti del parco ospitano e proteggono numerose altre specie animali. Tra i mammiferi più comuni e appariscenti ricordiamo la marmotta, la lepre variabile, la volpe, l’ermellino, lo scoiattolo. Nei boschi di latifoglie e misti, soprattutto nel versante piemontese, troviamo anche cinghiali, caprioli e cervi. Decine le specie di uccelli, tra cui – caratteristici dell’ambiente montano - la pernice bianca, il gallo forcello, il gracchio alpino, il picchio muraiolo. Sono presenti anche diversi rettili, anfibi e numerosissimi invertebrati.

Ancor più della presenza dei grandi ungulati, è importante il contributo del Parco per la salvaguardia di un vasto ecosistema, composto da numerosi habitat, che ha permesso la conservazione della ricca biodiversità in esso racchiusa.

 
Visitate il Parco del Gran Paradiso con le guide della natura della Valle d'Aosta.  Proposte per scuole e gruppi.
 

Stambecco maschio. Foto Maurizio BroglioLa storia del Parco è strettamente legata alla protezione dello stambecco. Questo animale, un tempo presente su tutto l’arco alpino, all’inizio del XIX secolo era ormai quasi estinto: sopravvivevano solo poche decine di esemplari nelle valli attorno a Cogne. Per salvaguardare la specie vennero allora emesse delle Regie Patenti che ne vietavano la caccia. Nel 1856 il Re Vittorio Emanuele II istituì la Riserva Reale di caccia che, con alterne vicende, permise di salvare lo stambecco dall’estinzione. Per facilitare la pratica della caccia, il re, appassionato cacciatore, fece costruire una rete di agevoli mulattiere e sentieri ancora oggi in gran parte praticabile. Fece inoltre realizzare una serie di casotti di caccia, oltre ad acquistare il castello di Sarre per trasformarlo nella base per le sue frequenti incursioni venatorie in Valle d’Aosta. Il 3 dicembre 1922, sui territori della Regia Riserva di caccia, viene istituito il Parco Nazionale del Gran Paradiso, primo Parco naturale d’Italia.

Approfondimenti sul Parco del Gran Paradiso

 

Di grande importanza scientifica e di particolare bellezza è il Parco regionale del Mont Avic che si estende su una zona molto originale della Val d'Aosta orientale, proteggendo rari boschi di pino uncinato, aree umide e torbiere, numerosi laghi alpini e ambienti di alta quota, dominati da rocce ofiolitiche. Molto interessanti anche gli aspetti etnografci con la presenza di antiche miniere di rame e di ferro. Il Parco del Mont Avic ha festeggiato nel 2009 i suoi primi 20 anni di attività con un nuovo allestimento nel Centro visitatori di Covarey. L'area protetta, oggi di oltre 5.700 ettari, occupa quasi l'intera Val Chalamy, nel comune di Champdepraz, e l'alta Valle di Champorcher.

Il Lago Vallet nel Parco Regionale del Mont Avic. Sullo sfondo il Monte Rosa. Foto M. Broglio

Tutto il massiccio del Monte Bianco, con i suoi numerosi ghiacciai, è inserito nell'Espace Mont-Blanc, un'area protetta internazionale che si estende su Valle d'Aosta, Savoia (Francia) e Vallese (Svizzera). Obiettivi dell'Espace Mont-Blanc sono la tutela del territorio e la promozione di uno sviluppo sostenibile.

 

Il versante italiano del Monte BiancoLe tre nazioni attorno al Monte Bianco appoggiano l'inserimento del massiccio nella lista dei siti patrimonio mondiale dell'umanità, tutelati dall'UNESCO, in quanto "sito eccezionale e unico al mondo, luogo di nascita e simbolo dell'alpinismo".

 

Lago Lei Long, Riserva Naturale Mont Mars. Foto Maurizio BroglioA questi parchi si affiancano alcune riserve naturali e diverse aree a caccia vietata o limitata. La riserva naturale più estesa è quella del Mont Mars, in comune di Fontainemore, nella valle di Gressoney. Quest'area è molto interessante soprattutto per i suoi laghi e gli ambienti umidi d'alta quota.

La riserva è attraversata dalla bella mulattiera che conduce al santuario di Oropa, percorso lungo il quale si svolge una secolare processione.

 

 

Le altre riserve naturali preservano zone xerotermiche o rare zone umide e hanno una superficie più ridotta.

Più di un quarto del territorio valdostano è inoltre interessato da Zone di protezione speciale per gli uccelli selvatici (Zps). Lo sviluppo delle aree protette ha avuto impulso con l'istituzione dell'area protetta Mont Avic e Mont Emilius che si sviluppa per oltre 31 mila ettari, occupando gran parte del versante destro orografico della Dora Baltea sopra i 1600 m di quota. Quest'area protetta è caratterizzata da un elevato livello di naturalità e ospita numerose specie di uccelli tutelati dalla direttiva europea.

Mappa con tutte le aree protette della Valle d'Aosta.

 

Tra le nostre proposte di visita trovate anche escursioni guidate nei Parchi insieme alle guide naturalistiche.

Naturalmente... Valle d'Aosta

La Valle d'Aosta, pur con un territorio prettamente alpino, ospita ambienti naturali molto diversi.  Basti  pensare che pur essendo la più piccola regione d'Italia (solo l'1% del territorio nazionale) è qui presente quasi Pulsatilla vernalis, maggio 2006, Tza Fontaneyil 40% delle circa 5.600 specie vegetali di tutta la Penisola!

 

Le Alpi rimangono il principale rifugio per la natura e lo spirito in un'Europa sempre più antropizzata. Anche le zone al di fuori delle aree protette offrono la possibilità di escursioni in ambienti naturali di grande fascino. Alcune mete meno frequentate dai turisti, come le valli attorno al Mont Emilius o la Valpelline, sapranno soddisfare chi è alla ricerca di luoghi incontaminati e selvaggi.

Per gli amanti della flora, semplici appassionati o esperti botanici, segnaliamo il volume Guida alla flora della Valle d'Aosta, con le schede, corredate da belle foto, di buona parte dei fiori della regione.

 

Le foreste della Valle d'Aosta

valnontey, Cogne. Foto di Maurizio BroglioIn Valle d'Aosta, su una superficie totale di 326.400 ha, 93.930 ha sono occupati da foreste, corrispondenti al 28,7% del territorio regionale. Escludendo però le zone sterili d'alta quota, l’indice di boscosità delle zone potenzialmente boschive sale al 48,7%.
La superficie boscata è in costante aumento: se nel 1864 si stimavano 25.000 ettari di bosco, un secolo più tardi questi erano saliti a 66.000 e oggi sono oltre 90.000. Il bosco ha cioè riconquistato le zone meno favorevoli alle colture agrarie, progressivamente abbandonate dall’uomo.
Il 57% dei boschi è di proprietà privata, il 43% di proprietà pubblica appartiene per lo più a Comuni e Consorterie.
Le fustaie si estendono sul 69% della superficie boscata, mentre i cedui sono limitati al 15% della superficie.
Le categorie più diffuse risultano le conifere miste, costituenti circa 1/3 della superficie forestale, a cui seguono i lariceti, le latifoglie miste e le conifere e latifoglie consociate. Le conifere sono le specie più diffuse e rappresentano il 90% delle fustaie. In ordine di diffusione abbiamo: il larice, l’abete rosso, il pino silvestre, il pino cembro e l’abete bianco. Le latifoglie più rappresentate sono il castagno, la roverella, i pioppi, il frassino, il ciliegio, i sorbi e l’acero montano. Circa l’80% dei boschi valdostani assolve ad una insostituibile azione di protezione contro la caduta di massi, valanghe, lave torrentizie ed erosione. Norme a protezione dei boschi sono attestate sin 1228.

Le foreste, oltre che risorsa economica ed elemento fondamentale per l'ecosistema terrestre e la biodiversità, sono luoghi di particolare fascino, di svago per il corpo e per la mente. Una passeggiata per i boschi vi darà l'opportunità di osservare, oltre agli alberi, un ricco sottobosco di funghi, muschi, felci e fiori. Ascoltando con attenzione si udirà il canto di numerosi uccelli e, con un po' di esperienza, si scorgeranno i segni di molti animali elusivi. Un intero mondo si aprirà allora ai vostri sensi, ricco e diverso in ogni stagione.

Per le scuole abbiamo preparato alcuni progetti didattici alla scoperta del bosco, piacevoli e interessanti.

 

Fall Foliage, arcobaleno di colori autunnali

colorato bosco di latifoglie in autunno, Valle di Cogne. Foto di Maurizio BroglioL'autunno è la stagione dei colori. Le foglie appassiscono creando una tavolozza di tinte calde che sono un autentico piacere per gli occhi e per lo spirito. Gli arbusti del sottobosco, le latifoglie e i larici assumono ogni giorno una diversa sfumatura di colore, creando ogni sorta di accostamento. Una vera manna per gli appassionati di fotografia.

In autunno le temperature sono gradevoli e si può camminare piacevolmente anche nelle ore centrali della giornata. La limpidezza dell'aria, come raramente possiamo trovare in estate, permette di osservare il panorama a grande distanza, privilegiate le escursioni più panoramiche. Questa è anche la stagione degli amori per i cervi, ascoltare i loro potenti bramiti è sempre emozionante.

Link a Wikipedia per saperne di più sul cambiamento di colore delle foglie in autunno. Wiki in francese o in inglese.

 

Incontri... bestiali

Per scoprire i luoghi più incontaminati, per godere appieno della varietà e della bellezza dei vari ambienti, per muovervi in sicurezza, per capire il complesso ecosistema alpino, vi consigliamo di affidarvi a un professionista, a una guida naturalistica riconosciuta: non ve ne pentirete!

Femmina di camoscio con piccolo. Foto di Maurizio BroglioProponiamo escursioni guidate di uno o più giorni nelle località più interessanti della regione dal punto di vista naturalistico.

Organizziamo escursioni nel Parco nazionale del Gran Paradiso dove è possibile osservare direttamente il comportamento di camosci, stambecchi, marmotte e altri animali di montagna. Per le scolaresche è il luogo ideale per comprendere i meccanismi di adattamento di piante e animali all'ambiente alpino.

Per i più esperti organizziamo gite di esplorazione alla scoperta di luoghi poco frequentati, per gustare appieno tutti gli aspetti dell'ambiente alpino.

Un'altra meta proposta è il Parco regionale del Mont Avic, interessante per gli ambienti molto particolari che si possono osservare: aree umide, laghi di alta quota e boschi di pino uncinato.

 
Un Gipeto, splendido veleggiatore di nuovo visibile in Valle d'Aostaagosto 2012: un secolo dopo l'estinzione, in Valle d'Aosta si sono involati due piccoli Gipeti (Gypaetus barbatus) che hanno nidificato nella Valle di Rhêmes e nella Valsavarenche. Il Gipeto, noto anche come "avvoltoio barbuto",  è l'uccello di maggiori dimensioni tra quelli nidificanti in Europa; é stato reintrodotto con successo sulle Alpi dalla metà degli anni '80, ma continua ad essere uno dei più rari predatori d'Europa. In Valle d'Aosta attualmente se ne possono osservare diversi esemplari. Cacciato un tempo perché ritenuto dannoso, si nutre in realtà esclusivamente di animali morti e, in particolare, delle loro ossa.
 
Nel 2006 è nato sulle impervie pendici del Mont Emilius un rarissimo stambecco albino, osservato ultimamente nella Valle di Cogne.
 

Per gruppi in visita per uno o più giorni è possibile abbinare una visita nel Parco, di mezza giornata o di una giornata intera, ad una visita ai castelli o alla città di Aosta.

Effettuiamo inoltre visite guidate a giardini botanici, al Museo delle Alpi nel Forte di Bard, al Museo regionale di scienze naturali (ospitato all'interno del castello di Saint-Pierre, attualmente chiuso), attività didattiche in classe, proiezioni di diapositive. Per le scuole abbiamo predisposto attività specifiche di educazione ambientale.

 

Valle d'Aosta, flora pioniera. Foto Maurizio BroglioLa Valle d'Aosta possiede una grande ricchezza floristica (circa 2.000 specie botaniche). Per gli appassionati di fiori e piante, organizziamo escursioni botaniche alla scoperta delle specie più caratteristiche dell'ambiente alpino, osservandone gli adattamenti alle condizioni estreme della montagne.

Non mancheranno cenni di etnobotanica, ricordardo gli usi tradizionali delle piante nella medicina popolare, nell'alimentazione, nella vita domestica, nonché il loro impiego in riti magico-religiosi.

Da gennaio 2010 è in vigore una nuova leggere regionale per la tutela e la conservazione della flora alpina (L.R. 7 dicembre 2009, n. 45) che sostituisce la precedente legge n. 17 del 1977. Scaricate il testo di legge con l'elenco completo delle specie protette.

 

Agli appassionati di montagna che desiderano allargare i propri orizzonti, proponiamo interessanti escursioni nelle vicine Alpi francesi e svizzere. Tra queste ultime merita di essere citata la visita alle impronte fossili di dinosauri di Emosson (CH), a un'ora di strada dal traforo del Gran San Bernardo.

 

Per proposte di escursioni, visitate la sezione ItineRARI

 

Trekking

Per gli amanti del trekking e dell'avventura, infine, proponiamo gite di più giorni lungo le Alte vie della Valle d'Aosta, il Tour del Monte Bianco, il Tour des Combins, il Tour del Monte Rosa lungo il Walserweg, il grande sentiero Walser, o ancora un tratto molto interessante della via Francigena, attraverso il Colle del Gran San Bernardo.

Tutti questi percorsi attraversano paesaggi naturali tra i più spettacolari delle Alpi. Per i meno allenati conosciamo percorsi facili, ma non meno interessanti, che costeggiano antichi canali o raggiungono splendidi laghi alpini.

In inverno proponiamo la scoperta dell'ambiente alpino in versione invernale con le racchette da neve. Facili escursioni nei boschi, fra paesaggi fatati, alla scoperta delle numerose tracce degli animali stanziali: un'esperienza indimenticabile.

 

Il bivacco Rosaire-Clermont nel vallone di Chaleby, Quart, lungo l'Alta Via n. 1

 

Escursioni di stagione

Maggio: Gli Ophrys e le altre orchidee selvatiche di Verrayes e Saint-Denis

Giugno: In fiore il Cypripedium calceolus, regina delle orchidee spontanee

 

Norme di comportamento

Il buon escursionista non lascia tracce del proprio passaggio. Siate rispettosi dell'ambiente che vi circonda: non uscite dai sentieri, non fate schiamazzi, non disturbate gli animali, non raccogliete mazzi di fiori che saranno già appassiti al vostro ritorno a casa. Rispettate la proprietà privata: ricordate che anche i terreni all'interno dei Parchi sono in maggioranza di proprietà privata, i pascoli vengono irrigati e concimati, i boschi consortili sono regolarmente curati. Non accendete fuochi.

In montagna il tempo può cambiare rapidamente: portate sempre, anche durante una serena giornata estiva, un indumento pesante e una giacca a vento impermeabile. Calzate scarponcini o almeno scarpe da ginnastica con suola scolpita. Non dimenticate un cappello e degli occhiali da sole. Portatevi sempre da bere, usate uno zaino comodo ed evitate di caricarvi troppo. Informatevi sul percorso da seguire e, possibilmente, utilizzate una cartina topografica. Non affrontate percorsi troppo impegnativi per la vostra preparazione. Segnalate sempre a qualcuno il vostro itinerario prima della partenza e non cambiate destinazione. Portate con voi il telefono cellulare (meglio se spento...) ma ricordate che molte zone di montagna non sono "coperte" da segnale telefonico. Se non siete escursionisti esperti non partite da soli.

Seguite queste norme di buon senso e vi divertirete in tranquillità: l'escursionismo è accessibile a tutti ed è una delle attività più affascinanti che esistano, che vi consente più di ogni altra un intimo contatto con la natura.

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